Razza e Istruzione.
Le leggi antiebraiche del 1938

 

“Ma perché ho sempre in mente l’indifferenza? Perché l’indifferenza fu terribile.
Il silenzio indifferente di tutto un popolo, di vari popoli europei fu terribile.
Ma quando tu hai assistito a quella che si chiamava la ‘soluzione finale’
e poi riesci dopo tanti anni a raccontare,
è molto importante trasformare
la testimonianza di morte
in una testimonianza di vita.”
Liliana Segre, 18-2-2019

“Conservo un bel ricordo della calorosa accoglienza dell’Università di Milano – Bicocca.
Mi fa molto piacere che la mostra sulle leggi anti-ebraiche del 1938
sia resa disponibile a tutti sul nuovo sito.”
Liliana Segre, 2-11-2020

 

PREFAZIONE DELLA RETTRICE GIOVANNA IANNANTUONI
Università degli Studi di Milano-Bicocca

Contrastare ogni forma di discriminazione

Contrastare ogni forma di discriminazione. Questo è uno dei principi dell’Università per concorrere allo sviluppo della società attraverso la promozione culturale e civile della persona e l’elaborazione di una cultura fondata sui valori universali dei diritti umani, della pace e della solidarietà internazionale.
Il progetto qui presentato è il prodotto di un lavoro condiviso e sentito, iniziato nel 2018 nell’ambito delle celebrazioni del ventennale di fondazione dell’Università di Milano-Bicocca, volto a ripercorrere la nascita e l’applicazione delle leggi razziali nel campo dell’istruzione pubblica con materiali di archivio e bibliografici, provenienti dalle istituzioni culturali nazionali.
Le leggi razziali del 1938, infatti, rappresentarono un casus horribilis per la storia italiana e mondiale e costituirono le premesse delle stragi del regime fascista che attaccò nelle sue radici il sistema d’istruzione e formazione.
Con la presente pubblicazione si promuovono e diffondono, dunque, i materiali raccolti durante la mostra e la conferenza, tenutesi nel febbraio 2019, che ha visto come ospite d’onore la senatrice a vita Liliana Segre, con una lectio magistralis sull’indifferenza.
L’Università di Milano-Bicocca è onorata di aver accolto questa preziosa testimonianza a 80 anni dall’emanazione delle leggi razziali, riaffermando così la libertà della cultura e della ricerca e la responsabilità dell’Università nel formare una società inclusiva che non cada nella trappola dell’indifferenza sociale.
In qualità di Rettrice dell’Università di Milano-Bicocca ho promosso la presente pubblicazione perché ritengo che non siano mai abbastanza le occasioni per ricordare un passato che ha segnato tragicamente la storia del nostro Paese.
Il mio appello è soprattutto rivolto ai giovani perché abbiano conoscenza e consapevolezza dell’impatto che le leggi razziali ebbero per la cultura italiana per un futuro in cui non si ricommettano gli stessi errori.

 

Un progetto a cura di Marina Calloni
Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale
Università degli Studi di Milano-Bicocca

DOI: https://doi.org/10.20366/unimib/razzaeistruzione/932m-gw02
ISBN: 979-12-200-7543-5

Le Leggi per la difesa della razza furono approvate l’11 novembre 1938 dal Consiglio dei Ministri guidato da Benito Mussolini e firmate il 17 Novembre 1938 da Vittorio Emanuele III. La politica razzista del regime fascista colpì da subito il sistema educativo, impedendo il libero apprendimento.
Le leggi razziali rappresentarono dunque una svolta radicale per la storia del regime fascista e costituirono una tragica premessa ideologica che condusse allo sterminio. Di fatto, tali provvedimenti rappresentavano la concretizzazione politica di ideologie razziste accumulate nei decenni precedenti. Durante la guerra, nei territori liberati dall’occupazione nazi-fascista, le leggi razziali vennero abrogate a partire dal 20 gennaio 1944; al contrario, nella Repubblica Sociale italiana (Salò 1943-1945) – alleata dei nazisti – le leggi vennero inasprite, decretando che “Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica.” (Manifesto di Verona, R.S.I., 9 novembre 1943)

La necessità di riflettere su questa drammatica pagina della storia italiana e mondiale ci ha indotto a proporre un progetto che potesse ricostruire le principali fasi politico-culturali che portarono progressivamente alla segregazione, alla persecuzione e alla deportazione di cittadini italiani di origine ebraica.
Il divieto di accesso all’istruzione e alle professioni ebbe infatti conseguenze durature non soltanto sulle persone di origine ebraica che lo subirono, bensì anche sullo stesso sistema educativo repubblicano.

A oltre 80 anni dalla promulgazione di leggi illiberali, l’università come luogo dedito alla ricerca libera, alla formazione inclusiva e alla cittadinanza attiva, non può che riaffermare i principi democratici dell’uguaglianza e della libertà, contrastando ogni forma di razzismo e di segregazione, e rinnovare il valore della libertà nelle arti e nelle scienze.

Il progetto – iniziato nel 2018 – è stato reso possibile, grazie all’apporto di un Comitato Scientifico, coordinato da Marina Calloni e composto da Vittore Armanni, Barbara Bracco, Luciano Belli Paci, Marina Cattaneo, Antonella Cesarini, Maurizio Di Girolamo, Emanuele Edallo, Sira Fatucci, Manuele Gianfrancesco, Vincenza Iossa, Gadi Luzzato Voghera, Michele Sarfatti, Francesca Tramma, Paola Zocchi.

Nell’ambito di tale progetto, sono state organizzate nel 2019 presso l’Università di Milano-Bicocca una conferenza e una mostrainaugurata dalla Senatrice Liliana Segre -, di cui si pubblicano qui le relazioni e i materiali audio-visuali, unitamente a informazioni sugli archivi che hanno reso possibile la ricerca.

Il progetto è stato parte delle celebrazioni per il ventennale della fondazione dell’Università di Milano-Bicocca ed è stato sostenuto sia dall’allora Rettrice Maria Cristina Messa (2013-2019), sia dall‘attuale Rettrice Giovanna Iannantuoni (2019), che ha introdotto il progetto con una Prefazione, nell’ottica di contrastare ogni forma di discriminazione.

Il progetto è aperto a ulteriori contributi e proposte.

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Università degli Studi di Milano–Bicocca, 11 novembre 2020.